Le specie del genere Veronica rappresentano un affascinante esempio di biodiversità nel mondo delle piante erbacee, con numerose varietà che spaziano tra ambienti selvatici e zone coltivate. In questo articolo, ci concentreremo su due specie particolarmente interessanti e diffuse: la Veronica persica e la Veronica officinalis. La prima, nota anche come Occhi della Madonna, si distingue per i suoi vivaci fiori azzurri e la sua capacità di colonizzare i prati incolti, mentre la seconda, conosciuta anche come Tè svizzero, è molto apprezzata per le sue proprietà medicinali. Esploreremo le caratteristiche distintive di entrambe, il loro habitat, gli utilizzi in cucina e le loro virtù.

VERONICA PERSICA
Le specie di Veronica sono molte e presentano morfologie diverse. Appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, questa pianta è conosciuta anche come Erba di galline, Pavarina oppure Veronica dei boschetti. Anche l’etimologia è davvero curiosa: pare che il nome della pianta sia legato alla leggenda della Veronica, la pia donna che, durante la salita al Calvario, pulì il volto di Cristo con un fazzoletto sul quale ne rimase impressa l’immagine portando quindi alla luce l’invisibile, il corpo di un Dio. La pianta ha infatti una relazione con la vista e la tradizione popolare vuole che con i suoi fiori macerati in acqua si facciano impacchi sulle palpebre per recuperare la vista. L’epiteto persica fa invece riferimento al luogo da cui è stata importata.

Come si riconosce?
Veronica persica è una pianta erbacea serpeggiante che colonizza ampiamente i campi arati con tendenza a tappezzare intere aree prative. È una delle prime piante a fiorire quando l’inverno non è ancora finito. Le foglie sono pelose e ovali con margine fortemente dentato: le basali sono opposte mentre le cauline sono alterne. I fiori nascono laterali all’ascella delle foglie, portati da lunghi peduncoli con corolle azzurre che rimangono chiuse nelle giornate nuvolose.
Habitat
È diffusa nei campi, nei frutteti, negli orti, nei prati e nei pascoli mesofili. Predilige un substrato calcareo/siliceo con ph basico e alti valori nutrizionali del terreno. Si prende inoltre cura del terreno mantenendo salubri i suoi contenuti minerali.
Virtù e proprietà
Le cime fiorite possono essere utilizzate in infusione per curare la tosse, la bronchite e la pertosse. Ha proprietà espettoranti, antispasmodiche, digestive e depurative del tratto gastro-intestinale. Risultano anche blande doti vulnerarie sulle piccole ferite e antipruriginose simili a quelle della piantaggine. Le Veroniche sono tutte ricche di glicosidi iridoidi e composti fenolici che svolgono un potere antinfiammatorio, contengono molta vitamina C e vitamina A.
Uso in cucina
La raccolta si esegue estirpando tutta la piantina e i fiori, molto delicati, possono essere utilizzati anche per decorare le pietanze in cucina. Da cruda ha un sapore dolciastro, che ricorda vagamente quello dei piselli. Con le cimette di Veronica e le foglie di piantaggine è possibile creare un ottimo pesto dal sapore dolce-amaro. Si presta come ingrediente per preparare misticanze, zuppe oppure per un ripieno abbinato alla ricotta nella preparazione dei ravioli.
VERONICA OFFICINALIS
Questa specie dalle proprietà mediche, ha un portamento strisciante e cresce fino ad un’altezza di 10-30 cm. È una specie perenne dal fusto duro, prostrato al suolo e radicante ai nodi. Le foglie sono opposte, grigiastre, pelose, con picciolo molto corto o inesistente, a lamine ovali e debolmente dentate. I fiori sono lilla-blu e li osserviamo spuntare sulla pianta tra maggio e luglio, riuniti in piccoli grappoli peduncolati eretti. Il frutto è peloso, piatto, triangolare a forma di cuore.

Habitat Storia e curiosità
Si rinviene frequentemente nei boschi soleggiati, nei pascoli di montagna e di collina, soprattutto nei luoghi ombreggiati. È abbastanza comune sulle Alpi e sugli Appennini fino ai 1800 m di quota.
Storia e curiosità
Un tempo, in Germania, nel XVII secolo, la Veronica ebbe un successo enorme. I medici tedeschi videro in questa pianta un miracoloso rimedio contro la tisi e altri disturbi delle vie respiratorie e contro i disturbi della digestione. Johann Franke, nel 1690, grande estimatore delle proprietà curative della Veronica, scrisse un libro di 300 pagine decantandone le virtù.
Raccolta e preparazione del Tè svizzero
Questa specie si raccoglie durante il momento della fioritura e la si essicca riunita in mazzetti che andranno appesi in luogo ventilato e al riparo dal sole o altre fonti luminose. Può essere utilizzata alla stregua del tè, preparando un decotto con 40 gr di droga essiccata fatta bollire per 5 minuti in un litro di acqua bollente, poi filtrata. Si può aggiungere anche un cucchiaio di miele per rendere più gradevole la bevanda. Ha proprietà antinfiammatorie, espettoranti, digestive e depurative.

